• Giuseppe Moffa
    Terribilmente demodé
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Sabato, 27 Novembre 2021

Taraf De Gadjo

“Taraf de Gadjo” sta ad indicare una formazione orchestrale tzigana (taraf) composta da musicisti non rom (gaggè): il nostro spettacolo si incentra in particolar modo sulla musica Romanì dell’aria compresa tra Ungheria, Romania e Russia; nonché brani della tradizione Klezmer e Manouches (Gypsy Jazz).

Come per tutta la musica etnica, la musica dei Rom sia possibile solo “interpretarla” senza cercare di fare una cattiva copia del loro modo di suonare assolutamente originale e inimitabile... esprimerla a in maniera personale è necessario.

I “Taraf de Gadjo” cercano di trasmettere la libertà che questa musica emana, la forza coinvolgente di questi ritmi così accattivanti e travolgenti, pieni di pathos, di vitalità e passione.

Domenico Mancini violino

Giuseppe Moffa chitarra

Guerino Taresco contrabbasso

Nel programma musicale è presente anche il Klezmer perché le forme musicali presenti in questo genere sono per certi aspetti molto simili a quella degli Tzigani.
Il Klezmer è la musica popolare ebraica strumentale dell’est Europa; patrimonio e prerogativa di musicisti che per scelta o costrizione sono in continuo movimento: i klezmorim erano musicisti itineranti che portavano la musica secolare (vocale e strumentale) nei matrimoni e nelle feste. vi ritroviamo elementi tedeschi, magiari, boemi, bulgari, transilvani, turchi, greci, ucraini, oltre agli influssi della musica tzigana.

Motivo che accomuna tutta la musica dei Rom è quello dell’ improvvisazione; per questo motivo i “Taraf de Gadjo” si interessa a quella forma di Jazz, lo Swing Manouche o Gypsy Jazz, che nasce dall'incontro del Jazz americano degli Anni '30, dal Valzer Musette francese e dalla tradizione tzigana. Tutto questo impregnato da nomadismo zingaro e dalla contaminazione diretta delle musiche incontrate. Questa magica fusione è avvenuta come evoluzione personale e percorso naturale di alcuni musicisti Gitani e Manouches il cui caposcuola, da tutti riconosciuto, fu il leggendario Django Reinhardt, anch’egli Manouche.


www.tarafdegadjo.com

 

 

 Ph: Lousa D'Aurizio

 

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Terribilmente Demodé recensioni

"Lasciatemelo dire, Terribilmente Demodè è uno dei dischi di musica tradizionale più belli dell'anno"
Martin Cervelli - Musica e disincanti

 

"Un disco fuori dal tempo ma contemporaneo come pochi, portatore di goduria estetica a mille... una manna uditiva di spessore, un capolavoro senza mezzi termini"
Max Sannella su Rockshock.it


"Moffa ha ormai raggiunto una grande maturità compositiva e interpretativa, rifugge da beceri stilemi world music e persegue una sua linea artistica di grande suggestione... Questo è un disco ottimamente arrangiato, ben suonato, ben prodotto e, non ultimo, suona di brutto!"
A. Del Favero - Folk Bulletin


Moffa, che si destreggia con la sua voce profonda tra chitarre, zampogne e altri strumenti, è tutt'altro che demodè come vorrebbe farci intendere; è, anzi, musicista che adegua la tradizione al contemporaneo – certe chitarre che potrebbero essere uscite da un disco di Knopfler...
Andrea Belmonte - La Scena.it


“Terribilmente démodé” non offre un songwriting dal tratto estetizzante ammantato di retorica paesana e di ritorno alle ‘radici’ né dissemina esotismi world... sussume molteplici espressioni sonore per raccontare la contemporaneità. Con Giuseppe Moffa, ci si compiace di essere terribilmente démodé!
Ciro De Rosa - Bloogfoolk

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