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Premio "Di canti e di Storie" di Squilibri Editore

Il Premio "Di canti e di Storie" di Squilibri Editore è stato assegnato a "Terribilmente Demodè" di Giuseppe Moffa con queste motivazioni:


"Strumentista eccellente (chitarrista, zampognista e fondatore della Zampognorchestra, singolare quartetto di zampogne, capace di riprendere e adattare qualsiasi musica, dai balli locali ai Beatles) Moffa è anche un sorprendente autore di canzoni, orientate da una cifra narrativa costantemente irridente, e da una grande attenzione ai frammenti emotivi di esperienze periferiche. Nel CD Terribilmente demodé, in particolare, la scrittura della canzone privilegia la narrazione di storie appartenenti a una provincia appartata ma per niente inerte, riconducibile alla poetica ed etica della “paesologia”. L’orchestrazione delle canzoni è realizzata attraverso un’originale e attraente combinazione di strumenti tradizionali e materiali di matrice “blues”, “popular” e “world”, con una sapiente conduzione delle parti di chitarra. La versificazione è modellata su un dialetto molto vivace e aggressivo. I versi cantati e la veste strumentale delle canzoni riescono a proiettare il “piccolo mondo” del paese e delle relazioni di gruppo in uno scenario assai più ampio e trasversale."

Il premio, alla sua prima edizione, è stato istituito da una delle case editrici di punta in Italia per la diffusione della musica e della cultura popolare per "rinnovare i legami con la vocazione più profonda della canzone d'autore italiana a narrare il presente e la realtà intorno a noi, in quel crinale in cui l'inventiva personale si innesta su una lunga tradizione popolare votata a sua volta a contare/cantare storie". La giuria del premio è formata da studiosi, critici musicali e artisti: Maurizio Agamennone, Lucilla Galeazzi, Alessio Lega, Elisabetta Malantrucco, Timisoara Pinto, Alessandro Portelli, Nicola Scaldaferri, Gianluca Veltri e Peppe Voltarelli.

www.squilibri.it

Terribilmente Demodé recensioni

"Lasciatemelo dire, Terribilmente Demodè è uno dei dischi di musica tradizionale più belli dell'anno"
Martin Cervelli - Musica e disincanti

 

"Un disco fuori dal tempo ma contemporaneo come pochi, portatore di goduria estetica a mille... una manna uditiva di spessore, un capolavoro senza mezzi termini"
Max Sannella su Rockshock.it


"Moffa ha ormai raggiunto una grande maturità compositiva e interpretativa, rifugge da beceri stilemi world music e persegue una sua linea artistica di grande suggestione... Questo è un disco ottimamente arrangiato, ben suonato, ben prodotto e, non ultimo, suona di brutto!"
A. Del Favero - Folk Bulletin


Moffa, che si destreggia con la sua voce profonda tra chitarre, zampogne e altri strumenti, è tutt'altro che demodè come vorrebbe farci intendere; è, anzi, musicista che adegua la tradizione al contemporaneo – certe chitarre che potrebbero essere uscite da un disco di Knopfler...
Andrea Belmonte - La Scena.it


“Terribilmente démodé” non offre un songwriting dal tratto estetizzante ammantato di retorica paesana e di ritorno alle ‘radici’ né dissemina esotismi world... sussume molteplici espressioni sonore per raccontare la contemporaneità. Con Giuseppe Moffa, ci si compiace di essere terribilmente démodé!
Ciro De Rosa - Bloogfoolk

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